cinema

Il primo a sviluppare un dispositivo in grado di catturare e ripristinare il movimento fu William Kennedy Laurie Dickson, un dipendente di Thomas Alva Edison.

La sua unità, il kinetoscopio -brevettato nel 1891-, era del tutto simile ad una macchina fotografica: consisteva infatti in una serie di fotografie che venivano incollate al di sopra di una striscia perforata di trentacinque millimetri.

Questa invenzione era stata possibile anche grazie al lavoro di Eadweard Muybridge, uno scienziato che lavorava a Palo Alto, in California, che nel 1878 aveva a sua volta inventato lo zoopraxiscopio, un sistema per ottenere immagini in sequenza: collocò macchine fotografiche a distanze regolari, i cui scatti potessero essere azionati da fili di lana tesi. Dickson migliorò quindi il suo dispositivo nella versione chiamata kinetoscopio, che avrebbe consentito di raccogliere immagini attraverso un mirino.

In seguito ai lavori di Dickson, i fratelli francesi Auguste Marie e Louis Jean Lumière misero a punto un singolo apparecchio che funzionava sia da camera che da proiettore, il cinématographe, che brevettarono il 13 febbraio 1894.

La prima pellicola a venire girata con l’ausilio di questo strumento risale al 19 marzo 1895: il film era L’uscita dalle officine Lumière.

Il primo spettacolo a pagamento si tenne invece il 28 dicembre a Parigi al Grand Café su Boulevard des Capucines, ed i due fratelli andarono in seguito in tour con il cinematografo nel 1896 visitando Londra e New York.

Le immagini in movimento ebbero un’immediata e significativa influenza sulla cultura popolare, tanto che dopo la presentazione del cinematografo i Lumière vendettero numerosi apparecchi, che vennero portati in giro per il mondo creando la nuova professione dei “cinematografisti”, eredi degli ambulanti che vendevano stampe nell’Europa del XVII e XVIII secolo.

Paradossalmente, i due fratelli ritenevano il cinema “un’invenzione senza futuro”, poiché pensavano che presto il pubblico si sarebbe stufato dello spettacolo del movimento: per questo motivo decisero presto di occuparsi d’altro, spostando la loro attenzione sulla fotografia a colori e rendendo la loro comparsa nella storia del cinema piuttosto breve per quanto fondamentale per i successivi sviluppi.

Due standard vennero infatti imposti successivamente: il formato di 35 millimetri per la pellicola come definito dalla Edison e la velocità di proiezione di 16 fotogrammi al secondo del cinematografo dei Lumière.

Ancora oggi qualcuno discute su chi sia stato veramente l’inventore del cinema, e se per la maggior parte degli storici è indiscutibile la paternità dei fratelli Lumière, c’è chi, al contrario, ne ascrive l’invenzione a Dickson ed Edison.

cinemaClizia Cacciamani

Data

23/09/2021

Categoria

Dall'idea all'invenzione
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