
Il 29 agosto 2026 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che programma la riapertura di Brevetti+, Disegni+ e Marchi+. Le risorse disponibili ammontano complessivamente a 32 milioni di euro: 20 milioni per Brevetti+, 10 milioni per Disegni+ e 2 milioni per Marchi+. Per una piccola o media impresa che abbia già investito nella proprietà industriale si tratta dell’occasione per verificare se il passo successivo, ossia industrializzazione, commercializzazione o protezione sui mercati esteri, possa beneficiare di un contributo.
Il decreto direttoriale del 28 luglio 2026 assegna le risorse e dispone che gli avvisi di riapertura siano adottati dalla Direzione generale per gli incentivi alle imprese e pubblicati entro trenta giorni dalla pubblicazione del provvedimento. Saranno i tre bandi a fissare condizioni di accesso, spese ammissibili, importi concedibili, documenti e date per la presentazione delle domande.
Anche la comunicazione ufficiale del MIMIT del 31 agosto rinvia ai successivi avvisi per termini e modalità operative.
Alla data di pubblicazione di questo articolo, i bandi annuali non risultano ancora pubblicati; è quindi prematuro attribuire all’edizione 2026 requisiti o percentuali dell’anno precedente. Questo non significa che convenga attendere perché ogni misura richiede documenti specifici sul titolo, sulla titolarità, sull’impresa e sul progetto che difficilmente possono essere raccolti e controllati in poche ore.
La preparazione anticipata ha una ragione concreta poiché, nell’edizione 2025, le risorse di tutte e tre le misure furono esaurite in breve con la conseguente sospensione anticipata delle procedure.
Brevetti+, Disegni+ e Marchi+ condividono la finalità di sostenere la proprietà industriale delle PMI, ma intervengono in momenti differenti della vita di un titolo di proprietà industriale.
Se l’impresa ha già brevettato un’invenzione o dispone di una domanda che potrebbe risultare ammissibile, Brevetti+ può sostenere il passaggio dal titolo al mercato.
Il punto di partenza non è semplicemente un’idea tecnica da proteggere: la misura è orientata a trasformare un brevetto o una domanda ammissibile in un progetto capace di incidere sulla produzione, sull’organizzazione o sul mercato. La formulazione ufficiale per il 2026 richiama l’utilizzo dei brevetti nei processi produttivi e commerciali. Nell’edizione 2025 di Brevetti+, citata qui soltanto come precedente, rientravano servizi specialistici di progettazione, ingegnerizzazione, industrializzazione, sviluppo organizzativo e trasferimento tecnologico.
L’impresa che intende candidarsi può già ricostruire lo stato del titolo, la catena di titolarità, il problema industriale da risolvere e i risultati attesi dal progetto. I requisiti temporali del brevetto e i limiti economici dovranno invece essere verificati sul nuovo bando.
Questa distinzione evita un equivoco frequente: Brevetti+ non coincide con un contributo generico per depositare una domanda, ma serve a sostenere un percorso di valorizzazione costruito attorno a un titolo con le caratteristiche richieste. Una verifica preliminare di brevetti e modelli di utilità può chiarire se la posizione dell’impresa e il progetto tecnico siano compatibili con la logica della misura.
Se l’impresa possiede un disegno o modello registrato e vuole portarlo in produzione o sul mercato, Disegni+ è la misura da esaminare.
La tutela riguarda l’aspetto esteriore di un prodotto: forma, linee, contorni, colori e altri elementi visivi. La dotazione 2026 di 10 milioni di euro è indirizzata al passaggio dalla registrazione alla messa in produzione e alla commercializzazione. Nell’edizione 2025 di Disegni+ erano previsti, fra gli altri, servizi esterni per prototipi, stampi, consulenza sulla catena produttiva, certificazioni, business plan, marketing e accordi di licenza; il bando 2026 potrà confermare o modificare queste voci.
L’impresa dovrebbe prepararsi individuando con precisione il disegno o modello sul quale intende lavorare, controllarne titolarità e validità e collegarlo a un progetto produttivo o commerciale definito. Occorre inoltre verificare che le immagini depositate rappresentino davvero le caratteristiche che generano valore per il prodotto.
Se l’impresa ha esteso o intende consolidare la protezione del marchio nell’Unione europea o a livello internazionale, Marchi+ può contribuire ai relativi costi nei limiti che saranno stabiliti dal bando.
La misura non va confusa con un rimborso indistinto per qualunque deposito nazionale. Nell’edizione 2025 di Marchi+ il sostegno era articolato tra registrazioni dell’Unione europea presso EUIPO e registrazioni internazionali presso OMPI, con spese relative alle tasse e a servizi specialistici quali assistenza al deposito, ricerche di anteriorità e gestione di opposizioni o rilievi. Anche in questo caso, soglie, date e condizioni dovranno essere lette nel bando 2026.
Prima dell’apertura l’impresa può definire i mercati realmente interessati, verificare chi sia titolare del segno, ricostruire depositi e registrazioni già eseguiti e controllare la coerenza tra marchio, prodotti o servizi e piano di espansione. Una strategia territoriale fondata soltanto sulla disponibilità del contributo rischia di finanziare una copertura poco utile.
A tal proposito segnaliamo che il nostro servizio di consulenza e registrazione dei marchi comprende ricerche di anteriorità e pianificazione dei depositi in Italia e all’estero, attività che aiutano a collegare la domanda di agevolazione alle priorità commerciali dell’impresa.
L’assenza dei testi operativi non impedisce di svolgere le verifiche che richiedono più tempo. Purtroppo non esiste un fascicolo identico per tutte e tre le misure: in base al bando possono servire attestazioni e dati di registro, documenti che provano titolarità e validità del diritto, ricevute di deposito o registrazione, rapporti di ricerca brevettuale, licenze, descrizione tecnica del progetto, preventivi e dichiarazioni relative ai requisiti dell’impresa.
L’elenco definitivo sarà contenuto nei bandi 2026 ma attendere la pubblicazione per iniziare a ricostruire queste informazioni può comprimere eccessivamente i tempi.
Conviene inoltre separare la preparazione interna dall’assunzione di spese: la data a partire dalla quale i costi sono riconoscibili può cambiare da una misura all’altra, e un incarico conferito troppo presto potrebbe non essere agevolabile.
Un primo controllo riguarda titoli e titolarità.
Brevetto, disegno o marchio devono essere ricondotti senza ambiguità all’impresa che presenterà la domanda. Cessioni non trascritte, licenze non formalizzate, variazioni societarie o dati di registro non aggiornati possono creare difficoltà che non si risolvono nell’ultima ora.
Per Brevetti+ andranno raccolti i riferimenti della domanda o del brevetto e i documenti relativi allo stato della procedura.
Per Disegni+ serviranno registrazione, immagini e informazioni sulla validità del titolo.
Per Marchi+ sarà utile ordinare ricevute, attestazioni e dati delle procedure europee o internazionali.
Il secondo passaggio consiste nel descrivere un progetto, non un elenco di spese.
L’impresa dovrebbe chiarire quale risultato intende ottenere: industrializzare un’invenzione, portare una forma registrata alla produzione, aprire un mercato estero con un marchio adeguatamente protetto. Da questo obiettivo discendono servizi, fornitori, tempi e indicatori verificabili. Preventivi e interlocutori possono essere individuati in anticipo, senza avviare attività o sostenere costi prima di avere controllato le regole del nuovo bando.
Serve poi una verifica dei requisiti aziendali e amministrativi.
La qualifica di PMI non dipende soltanto dal numero dei dipendenti perché può richiedere di considerare imprese associate o collegate. È utile controllare anche iscrizione e stato nel Registro delle imprese, regolarità contributiva, disponibilità della firma digitale, posizione rispetto agli aiuti “de minimis” e ogni ulteriore condizione che il bando richiederà.
Nell’edizione 2025 di Disegni+ e Marchi+, per esempio, figurava anche la regolarità rispetto all’obbligo assicurativo per i rischi catastrofali; non è corretto dare per scontato che il testo 2026 replichi la stessa disciplina ma la documentazione aziendale può già essere riesaminata.
Infine la presentazione telematica richiede una regia operativa.
Occorre stabilire chi raccoglie gli allegati, chi valida i dati tecnici ed economici e chi invia la domanda. La rapidità è utile soltanto se il fascicolo è coerente: un progetto incompleto o costruito con importi non giustificati non diventa più solido perché trasmesso nei primi minuti.
Anche il canale di presentazione dovrà essere controllato nei nuovi avvisi.
Nel 2025 il MIMIT affidò a Invitalia la gestione di Brevetti+ e a Unioncamere quella di Disegni+ e Marchi+; si tratta di un riferimento utile per sapere quali portali monitorare, non di una conferma delle modalità 2026. La fonte decisiva resta il nuovo bando insieme alle istruzioni pubblicate dal soggetto che sarà incaricato della gestione.
I 32 milioni programmati per il 2026 possono ridurre il costo di attività importanti, ma non sostituiscono la scelta su che cosa proteggere, in quali Paesi e con quale obiettivo economico. Un’impresa può possedere più titoli e avere comunque una protezione frammentaria; può anche presentare un progetto formalmente ammissibile che non risponde alle priorità del business. Per tali ragioni la preparazione ai bandi dovrebbe partire da una ricognizione del patrimonio immateriale.
Quando saranno pubblicati i bandi 2026, il controllo dovrà essere ripetuto sui testi ufficiali: destinatari, titoli ammissibili, date rilevanti, percentuali, massimali, servizi finanziabili, regole di cumulo e procedura di invio. Fino ad allora la decisione più prudente è predisporre il progetto e sospendere gli impegni di spesa che potrebbero pregiudicare l’agevolazione.
Innova&Partners invita le imprese interessate a contattare lo studio al più presto: una verifica preliminare consente di individuare la misura potenzialmente pertinente, controllare la posizione dei titoli e organizzare la documentazione specifica in attesa dei testi operativi. Attraverso la pagina Contatti è possibile individuare la sede di riferimento o scrivere allo studio per sottoporre il portafoglio e l’obiettivo industriale o commerciale da valutare.
Data
24/09/2026Categoria
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